Il Vigneto sul Castello. Potatura con Giuliano Sangiorgi

…una visita inaspettata che ci ha fatto felici! Sabato 6 febbraio, verso la fine della Potatura del Vigneto sul Castello, è arrivato anche GIULIANO SANGIORGI, voce e autore dei Negramaro…e copertinese doc!

Per saperne di più e vedere le foto, andate ai link qui sotto:

http://m.quotidianodipuglia.it/lecce/articolo-1534207.html

https://www.facebook.com/cupertinum.cantinasocialecopertino/?ref=hl

 

La potatura del Vigneto di Negroamaro Cannellino sul Castello di Copertino.

Un vigneto unico al mondo 

Un circuito virtuoso territoriale e planetario tra produzione di qualità, cultura, turismo, questo è in sostanza il Vigneto sul Castello. È un progetto nato dalla collaborazione tra la Cupertinum, Antica Cantina del Salento, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Lecce, Brindisi e Taranto e la Direzione del Castello di Copertino. Oggi si è svolta la Potatura del Vigneto, un evento simbolico e augurale di palingenesi. La madrina dell’evento è stata Carmelina Serio Sangiorgi, organizzatrice del Premio Gianserio Strafella. Tra molte personalità intervenute c’era anche il figlio della madrina: Giuliano Sangiorgi, cantante e autore dei Negramaro.

Alla potatura è seguito un brindisi augurale, ricchezza frugale fatta di vini e cibi del territorio. “È stato un momento simbolico, un rito di passaggio in attesa della vendemmia 2017, che dovrebbe permettere il primo raccolto per il Vino del Castello. Il Vino prodotto con le uve del Castello verrà battuto all’asta e il ricavato servirà a sostenere un progetto di valorizzazione del territorio copertinese”, dichiara Francesco Trono, presidente della Cantina di Copertino, e aggiunge: “Nel 2013, come Cupertinum, abbiamo proposto questo progetto al Direttore del Castello e al Soprintendente che – appurate le fonti archivistiche – hanno accolto il progetto in maniera entusiastica. Si tratta di un progetto unico e originale che non ha precedenti né in Italia né all’estero. Il Vigneto sul Castello valorizza gli aspetti più originali della cultura e delle colture del Salento copertinese. La storia di Copertino, la bellezza del suo Castello, l’importanza della vitivinicoltura salentina si fondono in questo progetto nello stesso tempo innovativo e denso di rimandi storici. Sin dalla sua fondazione la Cupertinum, nata nel 1935, si è battuta per il territorio e la qualità, ha valorizzato il rapporto con la cultura del luogo. Non a caso, le bottiglie a Doc Copertino portano in etichetta come emblema il portale del Castello, mentre i vini a Igt Salento: Squarciafico e Spinello dei Falconi, sono dedicati a famiglie nobiliari vissute nel Castello. Se cultura e coltura hanno la stessa radice etimologica significa che è su questa connessione che dobbiamo lavorare per valorizzare la nostra città, il territorio, i produttori e i prodotti di qualità”.

Giuseppe Pizzolante Leuzzi, enologo della Cupertinum, sottolinea: “Il Vigneto della Cupertinum sul Castello sta facendo rivivere la storia. Documenti storici testimoniano che le parti alte dei bastioni, delle mura e dei camminamenti del Castello di Copertino – che per grandiosità di impianto è da annoverarsi fra le più imponenti strutture difensive vicereali – erano utilizzate come giardini pensili e coltivate a vigneto e oliveto. Il vigneto, posto sui bastioni, è stato impiantato nell’aprile del 2014 con sistema di allevamento ad alberello pugliese e disposizione dei filari a quinquonce. La cultivar è il Negroamaro Cannellino. Mi piace ricordare la storia della scoperta del Negroamaro Cannellino e la sua valorizzazione: durante gli anni ‘90, la Camera di Commercio di Lecce patrocinò una ricerca diretta dai professori Antonio Calò e Angelo Costacurta, a cui collaborarono Mario Petito, Giovanni De Rinaldis ed io. Individuammo un ceppo che in agosto aveva già tutta l’uva completamente invaiata, mentre nel resto del vigneto l’uva era ancora verde. Si avviò la propagazione in due aziende in cui curai le microvinificazioni; lo studio proseguì per quasi una decina di anni. Si constatò che si trattava di un genotipo distinto dal Negroamaro, anche se aveva caratteristiche analoghe e per molti aspetti migliori, tanto che nel 2000 è stato iscritto al Registro nazionale delle varietà come vitigno autonomo (distinto, omogeneo e stabile) con il nome di Negroamaro precoce e con il sinonimo di Negroamaro Cannellino. Nel 2007 è stata ottenuta la protezione con l’acquisizione del brevetto vegetale internazionale. Per la sua storia e le sue caratteristiche mi è sembrata la varietà che doveva essere impiantata nel Vigneto sul Castello”.

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